Asia, Cambogia, Thailandia

Thailandia e Cambogia: itinerario in sette tappe

La nostra prima volta in Oriente e, si sa, la prima volta non si scorda mai. Sarà che quello in Thailandia e Cambogia è stato il nostro primo viaggio on the road, in auto, così lontani da casa, per così “tanto” tempo – che in realtà non è mai abbastanza – sarà che ci ha rimessi in sesto dopo un periodo un po’ difficile della nostra vita, ma a distanza di ormai 3 anni ricordiamo questo tour con tanta nostalgia, ne sentiamo la mancanza.

Perché è qui, in questa parte di mondo, che abbiamo compreso quanto il nostro sogno potesse realmente diventare realtà. E’ da qui che non ci siamo più fermati. E’ nel paese del sorriso che ci siamo resi conto di quale fosse la cosa che ci rendeva felici più di ogni altra.

Ma veniamo al dunque, vorremmo scrivere un articolo informativo – certo, dopo anni non è semplice – ma ci proviamo.

Thailandia e Cambogia: l’organizzazione

Siamo partiti a cavallo tra Gennaio e Febbraio 2015 – la scelta del periodo è stata ottima, nemmeno un acquazzone – con un volo della Emirates e dopo un breve scalo a Dubai siamo atterrati a Bangkok.

Ahhh Bangkok, uno dei luoghi più ricchi di vita mai visti, il giusto compromesso tra modernità e cultura, tra caos e pace

Siamo rimasti qui circa quattro giorni affidandoci ad una guida locale (contattata prima di partire), con la quale, per carità, ci siamo trovati benissimo: ci ha consentito di ottimizzare il tempo degli spostamenti, fornendoci numerosi suggerimenti. Ma Bangkok, nonostante la sua confusione, si può visitare tranquillamente in autonomia: è dotata infatti di una comodissima ferrovia sopraelevata- la Bangkok Skyway– ed offre anche un modo alternativo, rapido, economico e soprattutto suggestivo di spostarsi dentro la città, grazie ai numerosi battelli e traghetti che attraversano ad ogni ora i suoi numerosi canali (e con i quali, in un attimo raggiungerete i principali punti di interesse).

E poi, parliamoci chiaro, quando si sta scoprendo un posto nuovo, uno dei modi migliori per farlo è quello di perdersi, quindi non abbiate paura e buttatevi a capofitto in questa meravigliosa città.

Thailandia e Cambogia: l’itinerario

Dalla Thailandia ci siamo spostati, per una toccata e fuga, in Cambogia. Abbiamo lasciato i bagagli nell’hotel in cui avremo alloggiato al rientro (Amari Dong Muang Airport) e muniti solo di uno zainetto a testa con un paio di cambi, siamo volati – con Air Asia – a Siem Reap. Con poco tempo a disposizione questo è il metodo di spostamento migliore: in circa due ore si arriva in Cambogia.

Per il visto cambogiano si fa tutto in aeroporto con una spesa di circa 30 dollari.

Una volta arrivati in città con un taxi ci siamo messi a passeggiare verso il centro, dove abbiamo conosciuto Tom, un ragazzino del luogo che, a bordo del suo tuk tuk ci ha accompagnati (dopo la classica contrattazione) in un villaggio galleggiante sul lago Tonle Sap, il più grande bacino di acqua dolce di tutto il sud-est asiatico.

Con una barchetta potrete aggirarvi tra le numerose palafitte in bambù e osservare pescatori che remano, tirano le reti oppure tornano verso casa dopo una giornata di lavoro.

Nonostante qui si abbia la possibilità di immergersi nella quotidianità della popolazione del luogo, ci ha dato l’idea di essere uno di quegli angoli di mondo eccessivamente sfruttati per scopi turistici.

Il giorno successivo (il nostro ultimo in Cambogia) ci siamo dedicati completamente – sempre accompagnati da Tom – alla visita dei templi di Angkor, uno di quei luoghi che ti fanno sentire piccolo piccolo. Noi vi consigliamo di passare qui almeno due giorni e senza stilare programmi ed itinerari, lasciatevi stupire dall’ immensità di questo posto.

Rientrati in Thailandia, con un fuoristrada noleggiato su Rental Cars, ci siamo diretti verso il Nord. Abituarsi alla guida a destra immersi nel traffico della capitale è stato un po’difficoltoso, ma una volta usciti dal centro tutto è filato liscio.

Vi presentiamo le tappe successive:

  • Ayutthaya, antica capitale thailandese (1 h da Bangkok): un giretto in bicicletta nel parco storico, Patrimonio Unesco, vi regalerà un piacevole ristoro dopo la fatica dei giorni precedenti.

Cenate al Bann Kun Pra, non fatevi ingannare dall’insegna vecchia e rovinata, proseguite e noterete la terrazza che dà sul fiume, incantevole; al tramonto si crea un’atmosfera magica. La cucina è varia e buona ed il costo davvero irrisorio.

  • Sukhotai (circa 6 h da Ayutthaya): lungo la strada dedicate una piccola sosta a Lopburi  (1 h da Ayutthaya), la città delle scimmie. Il Phra Prang Sam Yot, il tempio più famoso di questa piccola cittadina, merita una visita ma attenzione ai numerosi macachi. Qui sono davvero ovunque, camminano persino sui cavi elettrici.

A Sukhotai abbiamo lasciato un pezzo del nostro cuore. Anch’essa antica capitale, ospita un parco storico a dir poco meraviglioso. Consigliato visitarlo in bicicletta (le guesthouse di solito la mettono a disposizione); fermatevi qui, seduti sull’erba, ad ammirare il sole che tramonta dietro le statue di Buddha, i vostri occhi si riempiranno di gioia e gratitudine.

  • Chiang Rai (circa 6 h da Sukhotai) una piccola città, ma davvero deliziosa, dove potrete visitare un sacco di templi tra cui il più moderno Wat Rong Khun, comunemente chiamato White Temple, per il suo caratteristico colore bianco accecante.

Se siete amanti del tè a Chiang Rai recatevi alla Chaoui Fong tea plantation, dove noi siamo capitati per caso, ma che ci ha piacevolmente colpiti.

Fate poi un giretto al mercato notturno situato vicino alla stazione degli autobus. Non è grandissimo ma offre comunque un buon assortimento di artigianato. E fatevi fare il tipico massaggio thailandese.

  • Chiang Mai seconda città della Thailandia, racchiusa tra le mura conserva in sé e nella colline che la circondano, tutto ciò che è unico ed eccezionale in questo paese. Qui ci si può sbizzarrire con escursioni di ogni tipo, attività all’ aperto e chi più ne ha più ne metta (potrete prenotarle direttamente dalla guesthouse oppure in una delle numerose agenzie specializzate sparse per tutta la città). In autonomia recatevi al Doi Inthanon National Park per un trekking in uno dei tanti sentieri perfettamente segnalati e al Doi Suthep Temple, situato sull’omonima cima.

È uno dei templi più sacri di tutta la Thailandia e si raggiunge salendo una ripida scalinata di 306 gradini. Se andrete a Chiang Mai questa è una tappa obbligatoria!

Dopo aver passato 5 bellissimi giorni immersi nella natura e nella storia della Thailandia del nord siamo volati a Phuket con un volo Air Asia. Abbiamo scelto quest’isola nel Mare delle Andamane principalmente come base per vedere le vicine Phi Phi, ma non ve la consigliamo se non amate i posti troppo caotici e turistici.

Noi a Phuket siamo stati comunque bene: girarla in scooter è comodissimo e si possono trovare delle spiaggette incantevoli.

Per quanto riguarda le Phi Phi e la blasonata Maya Bay cercate, se potete, di raggiungerle al mattino presto, quando i barconi pieni di turisti devono ancora partire, altrimenti rischierete di non poter godere appieno dello spettacolo naturale offerto da questo paradiso, ormai eccessivamente sfruttato.

In tutto questo non dimenticate di godere dei sorrisi, di tutti i sorrisi che vi regalerà questa porzione di Asia. Portateli con voi, insieme alla gentilezza con la quale vengono mostrati e insieme al “Mai pen rai” (il “don’t worry be happy” thailandese): l’arte di lasciarsi scivolare le cose addosso e di coltivare la serenità.

Costo a persona: 1500 Euro

La quota comprende: volo internazionale a/r, noleggio auto per tutta la durata del tour, tutti i pernottamenti, assicurazione di viaggio.

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