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Grande Trekking: dal mare alla vetta!

Ho avuto la grande fortuna di crescere in una famiglia amante della montagna. Niente centri commerciali: quando ero piccola passavo le domeniche infilata in uno zaino porta bebè, sulle spalle del mio papà, finché ho imparato a camminare e a reggere lunghe distanze.

Ricordo i pranzi a base di polenta sul nostro Appennino, insieme alla banda del CAI di Fivizzano, le scorpacciate di more e lamponi, le notti passate in un rifugio, dentro ad un sacco a pelo sopra ad una tavola di legno. La schiena a pezzi la mattina successiva e la luna piena specchiarsi sul crinale.

Per non parlare delle serate passate con mio fratello a guardare le diapositive e le fotografie dei suoi trekking sulle Dolomiti. Non c’era cosa più bella.

Quindi quando Chiara, la mia coach, mi ha proposto di partecipare al “Grande Trekking” (sezione walk trail, camminata non competitiva), non ho potuto dire di no. Nonostante la paura e l’ansia per la lunga distanza che avremmo dovuto percorrere: 32 km con 2200 metri di dislivello positivo, da Marina di Carrara al Monte Sagro sulle Alpi Apuane. Un percorso a dir poco incredibile!

Sono partita con la consapevolezza che sarebbe stata dura e che se avessi mollato non mi sarei rimproverata troppo: insomma l’ho fatto un po’ per gioco. Non senza prepararmi però: allenamento, una bella dormita la notte precedente, scorte di liquidi e sali minerali, cibi energetici per combattere la fatica, scarpe da trekking, protezione solare. Insomma tutto quello che serve in montagna.

Ed è finita che più che essere un gioco si è trasformata in una sfida con me stessa, condivisa con un team di ragazze che ha ragionato al mio stesso modo.

Grande Trekking: il percorso

Siamo partiti dalla spiaggia di Marina di Carrara, per raggiungere, dopo circa 9 km di strada il primo Check Point, a Fontia, dove ci aspettava il primo ed unico punto ristoro previsto per i partecipanti alla passeggiata non competitiva.

Al 14esimo km, altro stop per il pranzo,  a Castelpoggio, l’ultimo paesino presente sul percorso.

Ed ecco che arriva il bello, il tratto che per me è stato il più difficoltoso e durante il quale ho pensato almeno un paio di volte (anzi forse anche di più) di sedermi su una roccia e di aspettare il soccorso alpino. 4 km, “solo” 4 km, che mi sono sembrati una infinità data la pendenza del sentiero. Respiro affannoso e un po’ di tachicardia, il pensiero di essere in mezzo al nulla e di avere davanti ancora 15 km. Ma anche il “Ricordati di bere”, “Dai che ora spiana”, “Ce la fai!!!” di Chiara, che non mi ha mollata un attimo e ha camminato al mio fianco e al passo, anche se probabilmente sarebbe andata più veloce di me.

Così ci siamo ritrovate al Check Point successivo, quello della Gabellaccia, dove abbiamo ritrovato tutto il resto del team (affaticato almeno quanto me). Laura seduta a bordo strada su uno spicchio d’ombra, Elisa in compagnia della sua risata contagiosa, Camilla in cerca di una bottiglietta d’acqua in cui sciogliere una bustina di sali minerali, Vale “amica di vesciche”, Laura e il suo dolore all’inguine che sembrava non passare, Sarina e la sua forza di volontà . Maurizio, runner e unico uomo del gruppo.

Dopo qualche minuto di stop e qualche scambio di sguardi, la decisione è stata unanime e nonostante la fatica ed i dolori siamo ripartiti, concedendoci di godere di paesaggi incredibili e di un bosco rigenerante, che ci ha stretto tra le sue braccia, chiudendo il resto del mondo fuori. Insomma un “faccia-a-faccia” con la natura, estremo. Un silenzio a volte quasi assordante. Un’ esperienza che aiuta a mettersi in pari con l’anima.

 

E poi boom! Uno strapiombo: sotto di noi le cave di Marmo di Carrara. Davanti a noi la vetta del Monte Sagro, l’arrivo.

La commozione, un panino con il prosciutto decisamente meritato e una sfida, vinta!

Il GT6 vi aspetta il prossimo anno, per avere tutte le informazioni cliccate qui

 

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