Asia, India

La nostra avventura nel deserto del Thar

Mi spunta un sorriso dolce ed appenna accennato quando penso ad una delle giornate più divertenti ed emozionanti trascorse in India. Quella in groppa ad un dromedario nel deserto del Thar, al confine con il Pakistan.

Il nostro programma, lo ammetto, un po’ “turistico” prevedeva di raggiungere il deserto da Jaisalmer, per goderci un tramonto mozzafiato e una cena tipica accompagnati da balli e musica dal vivo.

Quel giorno, dopo un giretto nel coloratissimo Forte di Jaisalmer, siamo partiti con Surendra, il nostro autista, alla volta delle dune di Khuri, poco prima delle 4 del pomeriggio.

La strada che abbiamo percorso la ricordo con estrema vividezza: gli arbusti arsi dal sole ancora cocente, le mucche in cerca di un po’ di ombra, le donne con i loro adorabili sari, al lavoro nei campi. La polvere sollevata dallo sfrecciare delle jeep, le pale eoliche mosse dal vento. Potrei stare qui ore a descrivervi ciò che abbiamo visto durante quell’ora di tragitto.

Poi, subito dopo aver raggiunto un piccolo campo tendato, siamo stati accolti dal gentilissimo proprietario che ci ha offerto l’immancabile chai tea e ci ha mostrato con orgoglio le sue curatissime tende, dove altri turisti si apprestavano a trascorrere la notte.

Arrivato l’orario giusto ci siamo avvicinati ai nostri dromedari. Dopo essere saliti, con un po’ di difficoltà ci siamo avviati, insieme ad un dolcissimo ragazzino e a suo padre, verso le dune.

E qui viene il bello…perché stare 40 minuti in sella ad un dromedario non è che sia così comodo. Anzi! Il risultato è stato un bel mal di schiena e delle deliziose escoriazioni all’inguine. Per non parlare del fatto che il tramonto tanto atteso non lo abbiamo visto, perché il cielo si è offuscato in un attimo. Quindi niente panorama mozzafiato, niente cielo infuocato e niente foto romantica super figa da mettere su Instagram! Poco male in ogni caso: non c’era quasi nessuno, se non qualche insetto dal passo veloce, un paio di altre coppie e un signore con il suo bianco turbante e il suo viso rugoso intento a cuocere il chapati su un fuocherello improvvisato. Un momento e un emozione che non dimenticherò mai. Quindi alla fine chi se ne frega delle aspettative!

Tornati al campo tendato, dopo altri simpatici 40 minuti a bordo di dromedario, abbiamo cenato insieme a due sposini argentini in viaggio di nozze accompagnati da musica e balli tradizionali. Per la gioia di Primo che, se avesse potuto, avrebbe infilato la testa sotto la sabbia come gli struzzi, mi sono lanciata in un ballo sfrenato anche io. C’è un video che lo testimonia, ma vi risparmierò lo strazio. Comunque mi sono divertita un sacco.

Al termine della serata siamo rientrati a Jaisalmer sotto un cielo di nuovo terso e stellato, le scarpe piene di sabbia, la schiena spezzata e il cuore colmo di gratitudine.

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