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Visitare il Taj Mahal: una lacrima di marmo ferma sulla guancia del tempo

Il Taj Mahal. E’ forse lui il “responsabile” del nostro viaggio in India; una di quelle cose che vedi in centinaia di documentari, come le Piramidi, la Grande muraglia cinese e Petra. Una delle Sette meraviglie del Mondo da aggiungere alla collezione di ricordi e fotrografie. E che prometti a te stesso che un giorno vedrai.

Poi finalmente quel giorno arriva e quasi non ci credi. Perché anche se siamo una coppia di viaggiatori, anche se siamo abituati a gironzolare e vedere cose stupefacenti, di fronte ad uno spettacolo del genere non abbiamo saputo essere altro che increduli e profondamente grati. Oltre che estremamente felici di godere di tanta bellezza.

Ma andiamo con ordine e partiamo da Agra, nella quale siamo arrivati dopo diverse ore di viaggio in auto da Dehli.

Vi lasciamo l’itinerario completo del nostro viaggio qui

Anche Agra è una metropoli e metropoli in India fa rima con clacson e caos all’ennesima potenza, benché rispetto a Dehli vi sembrerà di essere in un posto tranquillo.

Qui non c’è molto da vedere, ad eccezione della Tomba di Akbar, del Red Fort e ovviamente del Taj Mahal. Dunque un paio di giorni sono più che sufficienti.

Noi abbiamo alloggiato al Taj Resort, hotel carino senza infamia e senza lode, ma molto comodo perché dista solo 5 minuti a piedi dal Taj Mahal.

Il mausoleo fu fatto erigere dall’imperatore Shah Jahan in memoria della seconda moglie Mumtaz Mahal, morta nel 1631 dando alla luce il loro quattordicesimo figlio.

L’intero complesso fu portato a termine nel 1653. Poco dopo Shah fu detronizzato dal figlio e imprigionato nel Forte Rosso, dove trascorse il resto della sua vita ammirando la propria creazione al di là delle sbarre. Alla sua morte fu sepolto accanto all adorata Mumtaz.

A che ora visitare il Taj Mahal?

Ecco il domandone che si pongono tutti i viaggiatori che hanno la fortuna di arrivare qui.

Secondo la Lonely Planet il momento migliore per visitarlo è l’alba, in quanto consente di ammirarlo senza la calca dei visitatori. E qui casca l’asino! Caro “Sig. Lonely Planet”, non è detto. Noi siamo andati all’alba e c’era comunque un sacco di gente.

Abbiamo però adottato un escamotage: ci siamo diretti immediatamente dentro al mausoleo – mentre tutti gli altri visitatori erano intenti a scattare la classica foto dall’ingresso – questo ci ha consentito di essere praticamente soli al suo interno e di godercelo senza fretta. Alle foto di rito ci siamo dedicati successivamente.

L’alba ci ha in ogni caso regalato uno scenario davvero suggestivo: alle spalle del complesso il fiume era ancora ricoperto da una fitta e romantica foschia, dalla vicina moschea in arenaria rossa provenivano i suoni delle preghiere del mattino. Per non parlare delle tante scimmiette in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti.  Ed ecco che immediatamente siamo stati catapultati dentro l’India di un romanzo.

Informazioni utili

  • Noi siamo entrati dall’ingresso est– eravamo già in posseso del biglietto acquistato sul sito del Governo indiano prima di partire. La biglietteria si trova comunque nelle vicinanze.
  • Nel biglietto è compreso il copri scarpe da ritirare all’ingresso. Noi però vi consigliamo di bypassare e di recuperarlo di fronte al complesso principale, prima di salire sulla piattaforma in marmo, sulla sinistra. Evitando così ulteriori sbattimenti.
  • Gli ingressi sono separati per uomini e donne ed i controlli sono molto rigidi (per esempio è vietato introdurre treppiedi). A Febbraio un po’ di fila noi l’abbiamo fatta, quindi armatevi di pazienza!
  • Il Taj è aperto dall’alba al tramonto e resta chiuso il venerdi.
  • Se volete avere un ricordo del Taj Mahal al tramonto vi suggeriamo di ammirarlo dal Mehtab Bagh, un delizioso parco moghul del XVI secolo, oppure dal rooftop del Sanya Palace Hotel.

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