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I 10 luoghi che ci hanno emozionato di più

Il ricordo più vivido che portiamo a casa dopo ogni nostro viaggio è sicuramente l’emozione che associamo ad ogni luogo.

Ci sono stati posti che ci hanno lasciati a bocca aperta, altri che ci hanno messo in contatto con la nostra parte più profonda, altri ancora che ci hanno suggestionati.

Oggi vogliamo parlarvi proprio dei dieci luoghi nel mondo che ci hanno emozionato di più.

La Grande Muraglia cinese

Partiamo dal nostro ultimo viaggio, quello in Cina, destinazione scelta a partire da un nostro grande sogno: quello di fare un trekking sulla Muraglia.

Abbiamo scelto il tratto da Jingshaling al Simatai Occidentale, a circa 130 km a Nord est dal centro di Pechino. Questo perché in questa porzione di muraglia è possibile camminare per diversi km ( circa 4 ore di trekking ) su tratti sia restaurati che non, godendo di un panorama meraviglioso, senza essere travolti dalle orde di turisti.

Le caratteristiche principali di questo tratto sono le 31 torri di guardia con forme diverse: alte o corte, rettangolari o quadrate, con tre o cinque feritoie.

Nei pressi della biglietteria è situata una funivia che vi condurrà direttamente sulla Muraglia.

Il trekking è faticoso ma non troppo; nonostante siano presenti scalini ripidi ed irregolari questo tratto è comunque molto sicuro.

Ad Aprile, quando ci siamo stati noi, il clima era ideale: temperatura gradevole e cielo azzurro e terso.

Sicuramente la zona che ci ha fatto battere di più il cuore è stata quella rimasta inalterata, nella quale l’uomo non ha mai più messo mano. Camminare soli nel silenzio, rotto solo dal fischio del vento è stato incredibile!

La Muraglia è una delle sette meraviglie del mondo moderno ed abbiamo avuto la fortuna di capire il perché.

Tip: a Pechino troverete numerose agenzie che offrono escursioni sulla Muraglia. Vi consigliamo di evitare i tratti più vicino alla città, quelli di Badaling e Mutianyu, per non incappare nella ressa di turisti e dedicarvi ad una escursione nella parte più selvaggia.

Petra

Se ripensiamo al giorno in cui abbiamo visitato la Città rosa il primo ricordo che ci salta alla mente è sicuramente il viaggio compiuto per raggiungerla. Questo perché la nostra base di partenza era Sharm el Sheik in Egitto. Qui abbiamo acquistato una escursione e con un viaggio di numerose ore, tra autobus e traghetto, siamo arrivati in un luogo che, per i suoi colori e per la sua indescrivibile bellezza, non dimenticheremo mai. Un viaggio imprevisto ma che rifaremo all’infinto.

Petra nell’antichità era una città edomita, poi divenne capitale dei  Nabatei, popolo di commercianti e architetti arabi, depositari di infinite conoscenze sull’utilizzo dell’acqua.

Già all’ingresso del Siq, il canyon che vi condurrà alla città, potrete ammirare i canali scavati nella roccia per l’approvvigionamento di acqua.

Dopo aver camminato per circa 2 km, tra le pareti rosse, si “materializzerà” il Khasneh al Faroun o Tesoro del Faraone, con la sua facciata incisa nella roccia. E qui rimarrete senza parole.

Ma non fermatevi, proseguite, perché Petra non si riduce al solo Tesoro, conosciuto ai più. La sua vera bellezza è intrisa nella roccia arenaria, dalle mille tonalità di rosa e di rosso e dalle mille forme; e nel potere di riportare il viaggiatore alla vita intensa e frenetica di secoli fa.

Tip: dedicate alla visita di Petra almeno un giorno; noi avevamo a disposizione solo poche ore e purtroppo non siamo riusciti ad ammirare il Monastero, il monumento piu grande della città.

Angkor

Prima di parlarvi della nostra esperienza ci sembra doveroso fare una piccola premessa storica.

Angkor era l’antica capitale dell’impero Khmer, uno dei più forti e longevi dell’Asia, durato oltre 600 anni ( dal IX al XV sec.)

Si estende a nord di Siem Riep su una superficie di circa 200 kmq, costituendo il sito archeologico più importante della Cambogia ed il sito religioso piu grande al mondo.  Fa inoltre parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco.

Ma torniamo a noi.

Visitare Angkor, ci ha fatto provare un profondo senso di gratitudine e ci ha fatto sentire minuscoli in mezzo al mondo.

Siamo arrivati in Cambogia con un po’ di preoccupazione, perché io, Silvia, avevo la febbre molto alta, che non accennava a passare. Ma non volevo assolutamente rinunciare a scoprire questa meraviglia,  così, grazie a Tom (un ragazzino del posto) ed al suo tuk tuk ho potuto farlo senza stancarmi troppo. Perché Angkor sorge su una superficie molto vasta, è costituita da centinaia di edifici, per visitare i più importanti vi serviranno almeno due giorni e farlo a piedi è praticamente impossibile.

Il must è sicuramente Angkor Wat, quello che vedete nell’immagine, ma ci sono anche altri templi come il Bayon con le sue facce scolpite nella pietra arenaria, che sono a dir poco prodigiosi.

Un altro luogo magico ad Angkor è Ta Phrohm, dove sono state girate alcune scene del film Tomb Rider.

Risulta essere davvero spettacolare e ricco di fascino grazie ai numerosi ficus che crescono nelle vicinanze e all’interno, trovando letteralmente casa a ridosso delle rovine, salendo maestosamente in altezza ed affondando le loro radici sulla pietra. Passeggiare qui vi farà sentire i protagonisti di un romanzo d’avventura.

Tip: recatevi ad Angkor la mattina presto, muniti di un copricapo e di scorte d’acqua. Per il resto lasciatevi trasportare dalla magia della giungla, dagli elefanti e dalle scimmie che vivono all’interno delle rovine e dal prodigio di questo luogo. Ah, aspettate il tramonto!

Montmartre

Si sa, Parigi è la città dell’amore e non poteva assolutamente mancare nella nostra lista dei luoghi da vedere.

Montmartre, una delle zone più celebri della città, è sicuramente il quartiere che ci ha colpiti di più, probabilmente per l’atmosfera bohemiene  e per il romanticismo che si respira tra i sui vicoli e le sue piazzette.

Si tratta di un luogo davvero pittoresco situato su una grande collina che si staglia sui tetti parigini; pittoresco nel senso “letterale” del termine, perché a Place du Teatre, piazzetta quadrata situata nel cuore di Montmartre, troverete numerosi pittori che ogni giorno propongono le loro opere e fanno ritratti ai tanti turisti.

Per non parlare del panorama che si gode dalla bianca chiesa del Sacro Cuore! Vi rapirà completamente: da qui potrete ammirare dall’alto numerosi  monumenti della città, circondati da artisti di strada e musicanti. Sedetevi sull’erba o sulla lunga scalinata e godetevi lo spettacolo.

Tip: una soluzione per il pranzo può essere quella di gustare una deliziosa crepe in uno dei tanti caffè disseminati nella zona.

Tikal

Tikal si trova in Guatemala, nella Riserva della Biosfera Maya, area di foresta tropicale dichiarata Patrimonio naturale e culturale dell’Umanità  dall’Unesco.

Gli edifici che possiamo ammirare oggi risalgono al Periodo Maya Classico (250 d.C-900 d.C circa) e sono caratterizzati da una architettura maestosa, a dir poco.

Ma ciò che ci ha particolarmente colpiti e siamo sicuri colpirà anche voi, se deciderete di recarvi qui, è la sua collocazione. Tikal infatti è avvolta dalla giungla del Peten. Una foresta lussureggiante e fitta, dalle numerose tonalità di verde, che ha protetto e custodito la città per secoli.

Il sito archeologico è costituito da diversi complessi, ma vi consigliamo di passeggiare in totale libertà senza seguire una direzione precisa.

Un luogo da non perdere però è sicuramente il nucleo principale, la Gran Plaza, sulla quale sorgono e si affacciano, due enormi edifici: il Tempio del Gran Jaguar e il Tempio delle Maschere.

Perché Tikal ci ha emozionati così tanto?

Per la sacralità che si percepisce camminando e salendo sulle sue rovine, per il rumore delle scimmie urlatrici che si propaga attraverso le fronde degli alberi, per il respiro dell’immensa foresta tropicale.

Tip: Vi consigliamo di fare base a Flores, un deliziosa cittadina affacciata sul lago Peten. Se non avete auto, troverete molte agenzie che effettuano servizio navetta da qui a Tikal.

Leshan

Per chi non lo sapesse Leshan si trova in Cina, per l’esattezza nella provincia dello Sichuan, circondata dalle foreste dei Monti Emei. Viene visitata ogni giorno da migliaia di turisti, perché qui si trova un Buddha da record, il più grande del mondo.

Ma la bellezza di questo luogo risiede a nostro avviso nei paesaggi mozzafiato, nella natura indescrivibile con le montagne a picco sul fiume, nella possibilità di entrare in contatto con una cultura religiosa cosi distante dalla nostra e nel misticismo che si respira percorrendo ogni passo.

Per avere maggiori informazioni cliccate qui: https://www.inviaggiocolmulo.com/2017/10/28/leshan-la-perla-dello-sichuan/

Auschwitz-Birkenau

Ci siamo recati qui in auto, da Cracovia. Il complesso comprende tre campi principali, dei quali solo i primi due visitabili:

Auschwitz – il Konzentrationslager (campo di concentramento)
Birkenau – il Vernichtungslager (campo di sterminio)
Monowitz – l’Arbeitslager (campo di lavoro)
Il biglietto permette l’accesso sia  ad Aushwitz che a Birkenau, collegati da un servizio navetta. Le visite guidate in varie lingue avvengono a gruppi.

Che dire, forse nessun viaggiatore sarà mai pronto emotivamente a luoghi come questi, dove milioni di persone tra ebrei, zingari e dissidenti politici furono torturati ed uccisi. Nessun libro di storia, nessun documentario, nessun racconto, nemmeno questo, potrà prepararvi.

Negli alloggi, nei forni crematori, nelle camere a gas, nella vista di montagne di oggetti personali accatastati si sentono dolore, sofferenza.

Le rotaie con capolinea all’interno del campo trasmettono il senso di morte incombente ed inevitabile. Il cancello con la tristemente nota scritta “arbeit macht frei” (“il lavoro rende liberi”) provoca disgusto e rabbia.

Non proseguiamo oltre.

Tip: se non avete intenzione di farlo autonomamente,  il campo di concentramento è raggiungibile con un bus dalla stazione dei bus di Cracovia in Bosacka St. 18

Abu Simbel

In Egitto, nella regione  della Bassa Nubia a circa 3 ore di auto da Assuan, esiste un luogo che ancora oggi conserva la sua antica perfezione. Si tratta del tempio di Abu Simbel, fatto costruire da Ramsete II in onore di Harmakhis (il sole che sorge all’orizzonte), Ammone-Ra (dio solare), Ptah (dio della creazione), ma principalmente  in onore di se stesso e della vittoria nella battaglia di Kadesh.

Il complesso archeologico è rimasto protetto e custodito come un tesoro dalla sabbia del deserto per secoli, fu riportato alla luce dall’archeologo italiano Giovanni Battista Belzoni nel 1817 e riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1979.

La facciata alta 33 metri e larga 38 è caratterizzata dalle 4 statue di Ramses II, ognuna delle quali è alta 20 metri.

Si tratta di un edificio davvero prodigioso e la sua particolarità risiede nel fatto che il luogo in cui si trova oggi non è lo stesso in cui venne costruito. Nel 1964, infatti, venne avviata una colossale operazione archeologica, un trasloco faraonico, con cui i templi, smontati blocco per blocco, vennero spostati sulla riva del Lago Nasser. Un lago che per la sua estensione sembra un mare, e che riflette la luce del sole creando una atmosfera incredibile. Nonostante sia artificiale e nonostante il tempio di Abu Simbel non conservi la sua posizione originaria, sembra che tutto sia inalterato da sempre.

Tip: noi siamo arrivati ad Abu Simbel dopo una indimenticabile crociera sul Nilo. Potrete trovare altre info qui: https://www.inviaggiocolmulo.com/2017/11/21/dai-faraoni-ai-nabatei/

Doi Suthep

La Thailandia l’abbiamo girata tutta, da Sud a Nord ed è proprio qui che il nostro cuore ha trovato casa, perché è stata la parte del paese che ci è piaciuta di più.

Vogliamo quindi parlarvi del Wat Phrathat Doi Suthep, un tempio che sorge sulla montagna Doi Suthep, a pochi minuti da Chiang mai, incantevole cittadina in cui fare base per visitare i dintorni.

E’ sicuramente il tempio che abbiamo preferito maggiormente, tra tutti quelli visitati in Thailandia. Secondo la leggenda il luogo su cui sorge è stato indicato da un sacro elefante bianco che trasportava una preziosa reliquia del Buddha.

Per arrivarci dal piazzale del parcheggio vi consigliamo di percorrere i 309 ripidi scalini della lunga scala fiancheggiata dai Naga (serpenti) e di evitare la funicolare. Sarà un po’ faticoso ma l’atmosfera, i monaci che la percorrono avanti e indietro ed i colorati e scintillanti mosaici non vi faranno pentire di aver preso questa scelta.

Una volta arrivati in cima vi troverete di fronte ad un complesso a cerchi concentrici, ed entrati nel secondo, il cuore del tempio, rimarrete attoniti, un brivido percorrerà la vostra schiena: innumerevoli statue di Buddha, campane di ogni forma e misura, cappelle dorate, candele, incensi fumanti, fiori di loto vi regaleranno un’esperienza che vi verrà voglia di ripetere mille e mille altre volte ancora. Al centro del cortile la guglia del grande Chedi d’oro a forma di campana che contiene la reliquia del Buddha,  inserito in un recinto sacro riservato alla liturgia ed alla preghiera.

Tip: nei templi buddhisti è richiesto, come in ogni luogo di culto, un atteggiamento rispettoso e un abbigliamento consono; evitate quindi braccia/gambe eccessivamente scoperte.

Il post completo sul nostro viaggio in Thailandia lo trovatre qui: https://www.inviaggiocolmulo.com/2017/10/29/thailandia-e-cambogia-in-sette-tappe/

Monte Bianco

Se vi trovate in Valle d’Aosta, anche solo per un week end non perdetevi la risalita del Monte Bianco con Skyway, definita nello slogan “l’ottava meraviglia del mondo”.

Il punto di partenza dista circa 4 Km dall’uscita di Courmayeur, è ben segnalato e facilmente raggiungibile.

Le cabine di questa funivia, un concentrato di design e tecnologia, hanno forma semisferica, sono estremamente leggere, aerodinamiche e sicure e tada dadannn!!! girano a 360°, permettendovi cosi di godere di tutto il panorama circostante.

La prima stazione che si raggiunge in 8 minuti ospita Skyway for kids, un piccolo parco avventura in cui i più piccoli ( ma anche i piu grandi ) possono divertirsi ed il Giardino botanico Sussurea che ospita 900 specie di piante alpine rare.

In pochi minuti si arriva lassù, su punta Helbronner, situata a 3466 m. Dalla terrazza panoramica, alla quale si ha accesso percorrendo una breve rampa di scale, assisterete ad uno spettacolo naturale che vi toglierà respiro e parole. Sarete avvolti dal silenzio ovattato che solo la montagna è in grado di regalare. Il bianco accecante del ghiacciaio, le sfumature d’azzurro ceruleo, l’imponenza delle cime, le nuvole che viaggiano veloci sopra di voi, vi faranno sentire partecipi di un miracolo.

Tip: consigliamo di pranzare al Rifugio Torino e di prenotare i biglietti per Skyway on line, per evitare le code. Il prezzo del biglietto varia a seconda della scelta tra solo salita oppure andata e ritorno e a seconda della fermata. Va da un massimo di 48 euro ad un minimo di 27 euro, con riduzioni bambino e biglietti famiglia.

 

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