Lunigiana

5 cose da vedere in Lunigiana: Natura

Chi ci conosce sa benissimo quanto sia viscerale il nostro amore per la natura: la amiamo moltissimo, amiamo i trekking, le passeggiate nei boschi, abbiamo una grande passione per le attività all’aria aperta; e tutto questo si concilia perfettamente con ciò che ci piace fare durante i nostri viaggi.

Ma se riflettiamo sull’origine di questa nostra predisposizione non possiamo far altro che collocarla qui, in Lunigiana. Negli Appennini che vediamo di fronte a noi ogni volta che al mattino apriamo la finestra, nell’aria fresca e buona, nella lentezza delle estati passate al fiume. Nel verde brillante delle foglie degli alberi in primavera. Il colore più rivitalizzante di sempre.

Ecco quindi una piccola selezione di alcuni luoghi, per noi speciali, che abbiamo la fortuna di avere ad un passo da casa.

Stretti di Giaredo

                                                                                                                               Ph: Federico Palermitano

Chi cresce in Lunigiana si può dire che il richiamo del fiume ce l’abbia nel DNA.  Abbiamo il mare molto vicino, ma spesso preferiamo lasciarci cullare dal fresco dei tanti torrenti che solcano la nostra zona.

Gli stretti di Giaredo rappresentano perfettamente tutta la bellezza dei nostri corsi d’acqua! Sono dei canyon, situati nei pressi di Pontremoli, scavati dal torrente Gordana. Pareti alte fino a 20 metri, rocce dalle mille forme, che riflettono i loro colori nelle acque gelide, ma cristalline.

Parliamo di un’area naturale protetta, o meglio di un SIC, un Sito di Importanza Comunitaria. Il percorso è lungo circa 1 km e si snoda tra cascate, laghetti e gole, in un gioco di elementi che creano uno spettacolo davvero unico.

Sigeric- Servizi per il turismo propone Stretti di Giaredo Adventure, ovvero un trekking fluviale adatto a tutta la famiglia. Cliccate qui https://www.sigeric.it/stretti-di-giaredo-adventure1/

Grotte di Equi

                                                                                                                               Ph: Federico Palermitano

 

Se pensiamo alle grotte di Equi Terme ci viene subito in mente il presepe vivente, che ogni anno anima in modo a dir poco suggestivo questo piccolo paesino arroccato ai piedi delle Alpi Apuane.

Io, Silvia, ho un bellissimo ricordo delle festività di quand’ero bambina anche grazie a questa manifestazione. Ho sempre preferito il presepe all’albero di Natale e ogni anno pregavo i miei genitori di portarmi ad Equi, per vedere la natività allestita nel grande antro d’ingresso nelle grotte.

E si creava la magia.

Parliamo di formazioni carsiche caratterizzate da gallerie, pozzi e laghi sotterranei, che si sviluppano per circa 1000 metri,  500 dei quali sono accessibili al pubblico. Inoltre all’esterno sono presenti percorsi geo naturalistici ricchi di emergenze botaniche e geologiche, in cui poter fare una piacevole passeggiata.

Potrete trovare tutte le informazioni per visitare le grotte e anche quelle relative al calendario (molto ricco) di eventi natalizi sul sito ufficiale.

http://www.grottediequi.it/

Parco regionale delle Alpi Apuane

                                                                                                                               Ph: Federico Palermitano

Le Alpi Apuane sono davvero belle. Non ci viene in mente altra frase per descriverle. Spuntano lì, con i loro pendii nudi e grigi, vicino all’Appennino, dietro tanti paesi lunigianesi. E poi, si affacciano sul mare. Sì, perché le sue cime, come il Pisanino e il Pizzo d’Uccello, abbracciano tre regioni storiche: Lunigiana, Garfagnana e Versilia.

Le Alpi si estendono per circa 60 km e custodiscono in esse boschi di faggi e castagni, pozzi e gallerie e numerose specie di animali come l’aquila reale. Ma il tesoro che le rende celebri in tutto il mondo, è il marmo, lo stesso marmo che Michelangelo utilizzava per le sue sculture.  Ma ci pensate?!

Ecco perché questa catena montuosa rappresenta uno straordinario patrimonio naturalistico.

Perché è solcata da una fitta rete di sentieri, perché si possono praticare arrampicata e sport estremi volgendo lo sguardo verso il mare, perché qui si possono osservare e conoscere i processi di lavorazione e trasformazione del marmo. Perché rappresentano, con la loro contraddizione, un luogo unico.

Bioparco dei Frignoli

Un’oasi di pace e di colori immersa nel parco dell’Appennino tosco emiliano, a circa 12 km da Fivizzano.

Una realtà molto conosciuta nella nostra zona per le interessanti attività didattiche proposte.

E’ il posto ideale per trascorrere una domenica in famiglia immersi nella natura.

Il bio parco rappresenta, infatti, qualcosa di più di un centro per la conservazione delle biodiversità. Questo perché in questa struttura di 900 mq si possono fare un sacco di attività molto divertenti: dai soggiorni in tenda, ai laboratori scientifici, dai pic nic ai percorsi acrobatici tra gli alberi.

All’interno del parco potrete inoltre ammirare oltre 600 specie di fiori e piante tipiche dell’Appennino Tosco emiliano e della Alpi apuane, osservare pesci ed anfibi nel tunnel pedonale e passeggiare nel sentiero delle 5 foreste.

Sul sito di Lunigiana Sostenibile troverete tutte le notizie utili per organizzare una giornata all’interno del parco.

Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano

Nel 2015 l’Unesco ha dichiarato l’Appennino Riserva MaB (Man and the Biosphere).

Ne siamo così orgogliosi, perché anche la Lunigiana ne fa parte. E di conseguenza, anche noi, che ne rappresentiamo il patrimonio umano.

Il nostro Appennino separa perfettamente la Toscana dalle pianure dell’Emilia e ve lo vogliamo raccontare con le parole di chi ogni estate sceglie un tratto da esplorare con scarponi ai piedi e pranzo al sacco.

Noi siamo particolarmente legati al sentiero che da casa nostra – Bagnone – porta al Bivacco Oriente (o Matale) e prosegue verso il passo delle Guadine. http://www.parcovalledelbagnone.it/dettaglio_percorso.php?idValle=2&idPercorso=3

Il versante da questa parte è caratterizzato da pendii molto più impervi rispetto al lato parmense e forse meno scenografici. Ma che portiamo nel cuore e percorriamo con infinita passione. Probabilmente siamo un po’ condizionati dai racconti dei nostri nonni. Racconti di tempi lontani in cui si portavano le mucche al pascolo e la montagna era la seconda casa.

Si passeggia tra castagni, pini e faggi. Una cosa semplice, ma se si guarda all’insù si vede la luce filtrare tra le foglie, immersi nel silenzio. Si sente il profumo del sottobosco. Sul crinale l’aria è fresca e nelle giornate limpide si può vedere il mare.

 

Cliccate sul nostro profilo Instagram per vedere altre foto!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.