America, Cuba

Hasta la victoria siempre! Viaggio a Cuba

L’obiettivo di questo viaggio – Novembre 2008 – era quello di vedere Cuba prima che la morte del leader maximo aprisse le frontiere al capitalismo e all’invasione del “mondo esterno”.

Mai scelta fu più indovinata! Scesi dall’aereo l’aria era pervasa dall’odore di petrolio lasciata dalle vecchie auto che circolano per la capitale. E sì, perché questa è Cuba, un mondo a sé in cui non troverete nessun prodotto del capitalismo che conosciamo, forse l’unico posto sulla Terra nel quale non potrete bere una coca cola ma dovrete accontentarvi di una semplice cola del posto.

Sbrigate le formalità burocratiche ci siamo diretti a recuperare un auto a noleggio con la quale abbiamo visitato tutta  l’isola, dalle piantagioni di tabacco di Pinar del Rio fino alla coloniale Trinidad.

Il primo approccio alle strade cubane ci ha subito fatto notare  la bellezza delle auto anni 50 che continuano a circolare oggi, tanto che gli stessi cubani definiscono i propri meccanici come i migliori sulla faccia della terra.

Appena usciti da l’Avana – che abbiamo visitato successivamente – cartina alla mano ci siamo diretti verso Vinales e le piantagioni di caffè di Pinar del Rio.

Il panorama tropicale che vi accompagnerà è incantevole! I manifesti raffiguranti Ernesto Guevara de la Serna, detto il Che, sono i veri protagonisti del percorso, messi li a mostrare l’importanza che riveste il personaggio per Cuba.

La visita alle piantagioni è imperdibile: da subito si percepisce la semplicità della gente che vive qui e quanto sia lento il ritmo del tempo che scorre da queste parti, al punto che la vita frenetica appena lasciata diviene quasi  un lontano ricordo. (Ovviamente le farm sono piano piano diventate meta turistica nella quale troverete diversi shops dove poter acquistare prodotti d’ orgoglio cubano, come i noti sigari.)

Rientrati a l’Avana abbiamo conosciuto Julio, una simpatica guida del posto, che abbiamo deciso di assoldare per pochi cuc per i nostri 2 giorni in città.

Cosa vedere e fare a l’Avana.

Da visitare assolutamente Plaza de la revolution, la Cattedrale, el Capitolio, el Morri, Palazzo Bacardi e la città vecchia.

Dedicate un giorno ad un’escursione all’isola di Cayo Blanco e concedetevi un po’ di sano divertimento alla Casa de la Musica, alla Boteguita del medio e al Floridipa, locali imbottiti di turisti e con prezzi europei, ma nei quali passare delle piacevoli serate.

Lasciata la capitale percorrerete strade sempre più accidentate e la natura selvaggia dell’isola inizierà a prendere il sopravvento. Il segreto è ristorarsi con una Pinacolada, Compare segundo e i Buena vista social club.

Il tragitto vi porterà all’allevamento di coccodrilli di Cienaga de Zapata nel quale si possono ammirare da vicino esemplari di tutte le dimensioni, dai neonati di qualche cm agli imponenti “vecchi” di 5-6 metri di lunghezza.

A Cuba, per l’esattezza nella famosa Baia dei Porci, i coccodrilli furono fondamentali per evitare l’invasione americana. Comunque ci penserà  il personale dell’allevamento a raccontarvi  tutta la storia (e vi consiglierà anche una casa particular dove gustare degli ottimi piatti a base di carne di coccodrillo e aragosta per pochissimi cuc). Non perdetevi una visita qui perché sarà davvero interessante immergersi in questa realtà spesso sconosciuta.

Lo stop successivo è stato Playa larga (173 km da l’Havana), un esteso, incontaminato terreno di sabbie di 4 km di lunghezza. Come descriverlo?

L’odore della campagna che si mischia a quello del mare, le palme, la sabbia bianca e luminosa, l’acqua cristallina, i pescatori che si tuffano e rientrano sulla spiaggia deserta carichi di pesci. Cercate di arrivare qui al tramonto e sarà un’immagine che difficilmente dimenticherete.

La signorile Cienfuegos (230 km da l’Avana)  è stata la tappa immediatamente successiva a Playa Larga: una Francia in miniatura, caratterizzata dagli edifici in stile neoclassico – patrimonio dell’umanità UNESCO.

E poi c’è Trinidad, tappa imprescindibile di un viaggio a Cuba. Città placida, colma di inferriate alle finestre,sedie a dondolo,  case color pastello e paladares (ristorantini a gestione famigliare), con la sua piazza (Plaza Mayor)  in stile tipicamente coloniale nella quale si respira l’essenza dell’isola. A circa 16 km dalla città incontrerete il Parque el cubano, un piccolo parco protetto nel quale si trovano un ristorante in stile ranchon, un allevamento ittico e un sentiero che vi condurrà alla cascata Javira.

12 invece sono i km che la separano da una delle più belle spiagge di Cuba, Playa Ancon, situata a sud della città e raggiungibile seguendo le indicazioni per Casilda.

Rientrando verso l’Avana, prima di rientrare in Italia, ci siamo fermati qualche ora a Santa Clara, città non particolarmente bella, ma che merita di essere visitata se ci tenete a conoscere i luoghi del Che.

Probabilmente in questo post non avrete trovato informazioni così tanto dettagliate, chissà, magari nemmeno ciò che stavate cercando (ricordare tutto a distanza di anni non è affatto semplice). Ci auguriamo però di avervi trasmesso ciò che si respira, ciò che abbiamo respirato, in questa parte di mondo in cui il tempo pare essersi fermato.

Il mal di Cuba esiste!

 

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