America, Belize, Guatemala, Messico

La Ruta Maya. Messico, Guatemala e Belize on the road

A volte in viaggio si fanno dei piacevoli incontri che con il tempo e la condivisione di esperienze si trasformano in amicizie. Come quello che è capitato a noi con Elena e Gianluca, conosciuti in Thailandia nel Febbraio del 2015 (galeotto fu il taxi condiviso a Phuket). Abbiamo così passato un anno pieno di cene, gite fuori porta e progetti di nuovi viaggi e alla fine ci siamo trovati ad organizzarne realmente uno: a distanza di 12 mesi dal nostro primo incontro siamo volati insieme Messico, facendo scalo a Miami. Se anche voi prenderete un volo con scalo negli Stati Uniti dovrete richiedere l’ESTA, che non è altro che un autorizzazione a salire a bordo di una nave o di un aereo diretti negli States. https://www.esta.it/

Cancun è stata la città di partenza per il nostro tour on the road (della durata di 2 settimane) lungo parte della Ruta Maya, uno degli itinerari archeologici più ricchi al mondo. Il desiderio di avventura e curiosità si sarebbero coniugati perfettamente con la voglia di sole, mare, palme e atmosfera caraibica.

Prima di mostrarvi l’itinerario da noi percorso, però, è necessario dedicare una premessa al noleggio auto e a tutte le noiose, ma fondamentali pratiche ad esso associate.

Indispensabile la patente internazionale, da richiedere agli Uffici periferici del Dipartimento per i Trasporti Terrestri (DTT) attraverso la compilazione dell’apposito modulo. Si può utilizzare l’indirizzo e-mail urp@mit.gov.it per inviare richieste e ottenere delucidazioni sulle procedure di presentazione della domanda.

Dovrete poi consegnare la documentazione necessaria alla Motorizzazione civile del vostro luogo di residenza. Il costo totale della pratica si aggira intorno ai quaranta Euro.

Altro documento che vi servirà è quello che vi consentirà di portare l’auto noleggiata in Messico negli altri due stati: scegliete quindi una compagnia di autonoleggio che ve lo possa concedere (non tutte lo fanno). Noi ci eravamo dimenticati di questo passaggio e ci siamo dedicati a tutta la trafila una volta atterrati a Cancun, perdendo un sacco di tempo! Quindi, se non volete “smoccolare”, non fate come noi, ed organizzatevi bene prima di partire.

Quando si viaggia in auto ovviamente è indispensabile un navigatore: assicuratevi di scaricare sul vostro cellulare o tablet le mappe off line di Google Maps dell’itinerario e sarete a cavallo!

Come già accennato siamo partiti da Cancun ed il primo giorno di viaggio, dopo due stops dedicati ad un bagno nel cenote X’keken e alla visita di Chichen Itza, ci siamo diretti a Merida, “la Città bianca”. Da qualche parte ci era capitato di leggere che “il Messico rappresenti in modo sublime come la mescolanza di tante razze arricchisca immensamente un popolo ed una terra”. E’ proprio questo che si assapora a Merida passeggiando tra le residenze d’epoca coloniale in stile francese, arabo e italiano.

Le tappe successive in Messico sono state:

Celestun (1,40 h da Merida) nella Reserva de la Biosfera: prima di partire con una lancia alla ricerca dei fenicotteri rosa, perdendovi tra le mangrovie, concedetevi un pranzo sulla spiaggia (i gamberi al cocco a La Palapa sono super!);

Campeche (2,45 h da Celestun) cittadina fortificata meravigliosa, con le sue strade in pietra e le case color pastello;

Palenque (4,30 h da Campeche). La zona archeologica Maya è un luogo davvero magico che sorge ai bordi della giungla tropicale e secondo noi merita molto di più della più famosa Chichen Itza. A circa 30 km da Palenque si trovano le cascate di Misol-Ha, immerse in una natura a dir poco lussureggiante. Da vedere assolutamente;

San Cristobal de las Casas (4 h da Palenque) situata a 2100 s.l.m. si raggiunge percorrendo una strada con numerosissimi tornanti. E’ una delle città coloniali più caratteristiche del Messico ed è circondata da montagne in cui vivono diverse comunità indigene. Prima di arrivarci consigliamo una sosta alle cascate di Agua Azul.

Dal Messico ci siamo spostati in Guatemala: una giornata intera in auto su strade dissestate e piene di dossi, un vero tour de force! E’ stato necessario poi passare per una frontiera che definire “hard core” è poco e attraversare “el rio” che separa Messico e Guatemala a bordo di una chiatta! L’unica cosa a cui è necessario prestare estrema attenzione qui sono i timbri sul passaporto. Il binomio “dogane-corruzione” in questi paesi è parecchio presente, quindi occhio! A parte questo la natura guatemalteca vi lascerà letteralmente senza fiato!

In Guatemala abbiamo visto poco, o meglio ci siamo dedicati a ciò che ci interessava: Tikal, il centro Maya più spettacolare in assoluto dove abbiamo scoperto l’incanto del mistero Maya passeggiando nella giungla del Peten, tra piramidi alte fino a settanta metri (e se sarete fortunati potrete vedere e soprattutto sentire le scimmie urlatrici).

Dopo aver passato una notte ed un giorno a Flores e Tikal ci siamo diretti verso Belize City dove abbiamo soggiornato per due notti. Imperdibili le isole di fronte alla città facilmente raggiungibili con i water taxi: Caye Caulker e Caye Ambergrys (per intenderci l’Isla Bonita della famosa canzone). Qui potrete nuotare in mezzo a squali nutrice, razze, murene e tartarughe marine. E respirerete un’atmosfera caraibica da sogno! Madonna aveva davvero ragione quando cantava il ritornello: “Tropical the island breeze, all of nature wild and free, this is where I long to be, la isla bonita, and when the samba played the sun would set so high, ring through my ears and sting my eyes your Spanish lullaby”.

Gli ultimi cinque giorni del nostro viaggio li abbiamo passati (in totale relax) nella provincia del Quintana Roo. Ci troviamo di nuovo in Messico, precisamente nella zona tra Bacalar e Tulum. Bacalar è davvero “WOW!!!”: si tratta di una laguna di acqua dolce, definita “dei sette colori” per i diversi toni di turchese, giada e acquamarina delle sue acque che si snodano per diversi km. Suggeriamo di soggiornare nelle tante cabanas di bamboo e fare un bel giro in canoa al tramonto.

A Tulum cercate un eco resort su Playa Paraiso, godetevi il sole, l’acqua cristallina e le colazioni sulla spiaggia. E mi raccomando, pranzate allo Ziggy Beach Club: piedi nella sabbia fresca, aragosta e noce di cocco sono il connubio ideale per concludere un viaggio nella riviera Maya!

Costo a persona: 1300 Euro

La quota comprende:

volo internazionale a/r, noleggio auto per tutta la durata del tour, tutti i pernottamenti, assicurazione di viaggio.

La quota non comprende:

le cene o pasti non indicati nel programma, bevande ed extra personali negli hotel, le escursioni.

Adiòs!

 

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